sabato 18 aprile 2020

La Fortuna ai tempi del Covid19

“Chi disse “preferisco avere fortuna che talento” percepì l’essenza della vita. La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo. A volte in una partita la palla colpisce il nastro e per un attimo può andare oltre o tornare indietro. Con un po’ di fortuna va oltre e allora si vince. Oppure no. E allora si perde”. (Woody Allen, Match Point)
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Photo Courtesy of Fabio
A volte, in questo lavoro, si ha la netta sensazione che la fortuna sia tutto ciò che conti e che basti infilare una serie di eventi sfortunati per trovarsi in condizioni impensabili.
Attilio, del letto 5, è ben più di un arzillo vecchietto: a Gennaio era così in forma da giocare a tennis. Durante quell’ultima partita, in uno scambio particolarmente combattuto (o almeno così lo immagino io) si fa male a una gamba.
L’incidente lo costringe a letto un paio di settimane e, nonostante la profilassi con l’eparina, l’immobilità provoca un trombo. Evento improbabile, ma non raro.
Complicanza possibile in questi casi, il trombo si stacca e causa un embolo che arriva ai polmoni e non gli permette di respirare.
Inizia una terapia anticoagulante per l’embolia polmonare, ma si becca anche il coronavirus, di questi tempi ben più che possibile.
I suoi polmoni, già messi a dura prova dall’embolia, sono allo stremo e Attilio dipende totalmente dal casco per respirare.
Come raramente accade l’anticoagulante precipita un sanguinamento addominale. Attilio viene trasferito nel nostro ospedale e sottoposto a una procedura endovascolare per fermare il sanguinamento.
Procedura che si rivela piuttosto indaginosa perché, accadimento raro ma possibile, Attilio è anche portatore di un’anomalia vascolare che rende particolarmente complesso fermare il sanguinamento con la modalità standard.
La perdita di sangue e la pressione bassa, come spesso capita, hanno causato uno shock ai reni che hanno smesso di funzionare per quasi due giorni e il grosso ematoma addominale si è infettato.
Ora Attilio è dentro al suo casco, il circolo supportato dalle amine, i reni che funzionano a malapena, anticoagulato ma a rischio continuo di sanguinamento.
La palla ha colpito il nastro ed è in aria, sopra la rete. Noi tutti siamo con il naso all’insù per vedere in quale metà del campo ricadrà e se porterà ad Attilio l'agognata vittoria o una terribile sconfitta.


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