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giovedì 18 agosto 2016

UN LIBRO PER ESAME (O QUASI) - TRIENNIO PRECLINICO

Ah, l'estate, quel momento dell'anno in cui gli Italiani sono così annoiati e odiano a tal punto il vicino di ombrellone che ci tiene ad aggiornare il mondo sulle regole dell'hockey su prato (se è maschio) o sulla figaggine di Zaytsev (se è femmina) da poter addirittura arrivare a fingere di leggere un libro per restare in pace a prendere il sole.
Le librerie e case editrici ne sono ben consce e sfruttano il momento per proporre le classifiche dei "10 migliori libri del 2016" "100 libri che tutti devono leggere una volta nella vita" "1000 libri più letti di sempre" e insomma, se ci si mette anche Gramellini a consigliare i "libri da tenere sul comodino perchè leggere sotto l'ombrellone è impossibile" posso provarmici pure io.
Sì, mi sono svegliata tardi, ma io vado in ferie a ottobre, va bene?

Sei uno studente di medicina? Ci tieni a mostrare il tuo status anche sotto l'ombrellone? Ti senti semplicemente in colpa a non studiare per due settimane tra la sessione di luglio e quella di settembre e pensi che un romanzo a tema medico sia la soluzione ideale?
Questa rubrica è fatta per te. Sfruttando l'esperienza accumulata in anni di lettura compulsiva ho selezionato in esclusiva per i lettori di TripToFun la classifica totalmente casuale e follemente disordinata Un libro per esame.

Prima di tuffarvi nella lettura premetto alcuni disclaimer: dai lontani (?) tempi della mia università il piano di studi è cambiato, alcuni esami sono stati spostati, spezzettati, riuniti in un mirabolante e gattopardesco gioco delle tre carte dove nulla cambia a parte la qualità della didattica che continua a peggiorare. Ho in ogni caso tentato di adeguarmi per quanto possibile al nuovo piano di studi.
Un libro per esame è ovviamente un'utopia, per alcuni non avevo nulla da suggerire, per altri ne avevo troppi. Così ho preso, spostato e creato quei legami tirati per i capelli tanto cari a chi ha preparato almeno una "tesina multidisciplinare" di maturità. Altrettanto ovvia la precisazione seguente: cito solo libri che ho letto e che ritengo a mio insindacabile giudizio apprezzabili, ma mi auguro che qualcuno tra i lettori ne abbia molti altri da suggerire di modo che anche io abbia di che leggere quest'estate.

Alcuni testi sono in inglese non per una mia innata tendenza allo snobismo, ma perché ogni volta che mi ritrovo nella sezione health della libreria di un paese anglofono non posso che meravigliarmi di quanti libri di vera medicina esistano in tale idioma e rammaricarmi del desolante panorama italiano fatto di opinabili manuali di medicina alternativa e diete improbabili.
Ultima premessa, poi comincio sul serio, il post sarà diviso, come da tradizione, in triennio preclinico e triennio clinico (scegliete voi se per non sovraccaricare la vostra libreria o per avere la scusa per aggiornare il blog due volte anzichè una).

PRIMO ANNO

FISICA

Esame che ho odiato come solo un giovane studente universitario proveniente dal classico può fare, non potrei consigliarvi altro che un libro che poco ha a che fare con la fisica e molto con le scienze di base in genere. I fan dell'investigatore inglese lo ameranno per la cornice e chiunque apprezzerà lo stile accattivante. Qualcuno per sbaglio potrebbe anche imparare qualcosa. Fa parte di una collana di cui altrettanto degno di nota è il capitolo "Sherlock Holmes e i misteri della logica"


BIOLOGIA
James D. Watson, DNA, Adelphi

Imprescindibile racconto della scoperta del secolo narrata dalla viva voce del suo autore. Nonostante la mole è scorrevole e accattivante a patto di avere qualche minima nozione di biologia, ma in fondo si chiama un libro per esame proprio per questo, no?
«Ben presto mi resi conto che un semplice schema di appaiamento funzionava a meraviglia: A combaciava alla perfezione con T, e G con C. Era dunque così? La molecola consisteva di due catene legate tra loro dalle interazioni fra le coppie A-T e G-C? Era talmente semplice, talmente elegante, che doveva necessariamente essere giusto».


BIOCHIMICA

Per me il corso di biochimica metabolica rimarrà indissolubilmente legato a racconti quali la scoperta dello scorbuto (nei marinai che mangiavano solo carne sotto sale) e del beri-beri (nei pulcini cinesi) o la leggenda dei vampiri, trasfigurazione nell'immaginario popolare delle porfirie, malattie tanto rare quanto affascinanti. Quindi, anche se si tratta di un libro di chimica organica e in parte tratta argomenti che di medico hanno ben poco, lo citerò comunque a proposito di questo esame, non fosse altro che per il capitolo sullo scorbuto e sulla penicillina.


BIOCHIMICA SPECIALE
Alex Boese, Elefanti in acido, Baldini e Castoldi

Sì, so che non c'entra nulla, ma mi avanzava questo esame e proprio non sapevo cosa metterci. E poi non ho mai capito che materia sia biochimica speciale, il mio professore si limitava a comparire in infradito e a biascicare cose già sentite in altri corsi, quindi penso sia, a ben vedere, il libro ideale.
Il titolo fa riferimento agli effetti delle sostanze psicotrope sui grossi mammiferi (veramente gli elefanti hanno le allucinazioni sotto LSD?), ma le fondamentali domande a cui questo libro risponde citando  esperimenti improbabili svolti con impeccabile rigore scientifico sono molteplici: perchè non ci si può fare il solletico da soli? E' possibile misurare lo stress di una popolazione sulla base del tempo intercorrente tra il verde del semaforo e l'azionamento del clacson da parte dell'autista del veicolo dietro di voi? Un po' settimana enigmistica e un po' Kazzenger, è la lettura ideale sotto l'ombrellone.


GENETICA UMANA
Guido Barbujani, Lascia stare i Santi, Einaudi

L'affascinante, avventurosa e a tratti esilarante storia di un genetista incaricato di verificare l'autenticità delle reliquie di San Luca a Padova. E poi fa un Cameo il nostro ordinario di Anatomia Giacomo Giacobini...
Mi sento in obbligo di contravvenire alle regole del post da me stessa enunciate per segnalare a puro titolo informativo Alberto Piazza "Storia e Geografia dei Geni Umani". E' pur sempre un libro scritto da un nostro professore e pubblicato da Adelphi. Ammetto a mia eterna vergogna di non averlo letto, ma per i coraggiosi che volessero lanciarsi... mandatemi una recensione!


ANATOMIA I

Quando uno scrittore inizia a frequentare un corso di anatomia dell'università di San Francisco e ritrova i diari di Gray (quello del celeberrimo testo, ovviamente, che nulla ha a che fare con la serie televisiva) il capolavoro è dietro l'angolo. Il presente si fonde sempre di più col passato costituito dalla storia di questo giovane medico con un'idea rivoluzionaria: disegnare le mappe anatomiche come quelle stradali, con le indicazioni topografiche direttamente in situ. Un libro che cattura in un modo del tutto singolare, molto diverso da altre ricerche storiche del genere. Merita lo sforzo del leggere in un'altra lingua.


ISTOLOGIA
M.Farinella H.Ros, Neurocomic, Rizzoli Lizard

Istologia, anatomia, fisiologia del neurone e storia della scoperta del potenziale d'azione, il tutto narrato in splendide rappresentazioni grafiche da Cajal, Golgi e compagnia bella. E poi cosa c'è di meglio per riprendersi dallo studio di una materia così impegnativa di un rilassante fumetto?


STORIA DELLA MEDICINA
Luciano Sterpellone, Famosi e malati, SEI
 
Il corso non esiste più (tra l'altro già ai miei tempi era parte di un corso integrato improbabile), ma da qualche parte dovevo pur citare i libri di Luciano Sterpellone pieni di curiosità sulle malattie di scrittori, attori, personaggi storici o semplicemente famosi. L'ideale per fare bella figura durante i giri visita primariali sviando domande più complesse.


SECONDO ANNO
ANATOMIA II
Asimov, Un viaggio allucinante, Mondadori

Non potevo non inserire almeno un libro di fantascienza in questa rassegna. Si tratta forse del meno scientificamente curato dell'eclettico romanziere, ma la storia è pur sempre affascinante: trattasi di salvare uno scienziato colpito da embolia cerebrale mediante l'utilizzo di una trombolisi molto particolare. Una navicella minaturizzata dotata di laser sarà iniettata nelle arterie del povero malcapitato nel tentativo di guarirlo, ma ovviamente nulla va come dovrebbe. Per i più pigri esiste il film, anzi è uno dei rarissimi casi di libro tratto dalla sceneggiatura.


FISIOLOGIA I
Damasio, L'errore di Cartesio, Adelphi

Il bello della fisiologia sono le Neuroscienze, il bello delle neuroscienze è lo studio delle basi neurobiologiche dell'etica e il bello di tutto questo è leggerle nello stile dotto, completo eppure incredibilmente accattivante di Damasio. La storia di Phineas Gage è degna del miglior romanziere di talento, non ve la cito per costringervi a leggerlo. E per i più intrepidi consiglio anche gli altri due capitoli della trilogia: Emozione e Coscienza e Alla ricerca di Spinoza. 


MICROBIOLOGIA
Morton Meyers, Happy Accidents, serendipity in modern medical breakthroughs, Arcade Publishing
 
Altra materia noiosa e fonte di poche ispirazioni letterarie, vado quindi un pelo fuori tema consigliandovi questo saggio divulgativo.
Oltre ad avere nel sottotitolo una delle migliori parole anglosassoni (serendipity non breakthroughs se ve lo steste chiedendo) racconta anche di come Koch scoprì il micobacterium tuberculosis con il microscopio giocattolo che la moglie gli regalò per il compleanno... quindi se vogliamo, tra i mille argomenti e le mille scoperte in campo medico parla addirittura di microbiologia.


IMMUNOLOGIA
Caterina Serra, Tilt, Einaudi

Questo libro a dire il vero non mi è rimasto nell'anima. E' misterioso ed inquietante (fin troppo). Immaginate di essere allergici anche all'aria che respirate. Prolungatelo per un centinaio di pagine di testimonianze... ora inspirate ed espirate lentamente e convincetevi che non potrà capitarvi mai.



INGLESE
Nick Edwards, In stitches, The highs and lows of life as an A&E doctor, The Friday Project Publishing
Benjamin Daniel, Confessions of a GP, The Friday Project Publishing

Due sguardi (in inglese, ovvio) sul sistema sanitario anglosassone con i  pregi che possono saltare all'occhio al lettore italiano e i difetti visti da chi ci lavora. Due punti di vista privilegiati, il pronto soccorso e lo studio del medico di base, sul sistema sanitario da cui l'italia ha copiato (tardi e male) e che inizia a mostrare gli inequivocabili segni di cedimento da cui possiamo ancora imparare. Il tutto condito da apprezzabile houmor inglese, of course.


STATISTICA
Mark Abrahams, I premi IgNobel, Garzanti

Anche qui collegamento tiratissimo, ma poichè non amo sprofondare in saggi di matematica applicata vi propongo una lettura più leggera sullo stile degli elefanti in acido. Ogni anno dieci fortunati ricercatori sono insigniti di questo ambìto riconoscimento per aver apportato, in modo scientificamente ineccepibile, vantaggi irrisori al genere umano attraverso progetti comici o assurdi. Questa non è altro che la loro storia, a dimostrazione che non c'è troppo da fidarsi delle cosiddette prove di efficacia... fate tesoro per il corso di EBM.



TERZO ANNO

FISIOLOGIA II
 
Riuscirete a ritrovare la strada dell'Istituto?" "Che dite?" mi rispose "Come sarebbe possibile dimenticarla? Guardate questo steccato, è così salato, così ruvido e ha un suono così pungente e stridulo!...".


METODOLOGIA CLINICA
Atul Gawande, Salvo complicazioni, Fusi Orari editore

Per questo esame c'era l'imbarazzo della scelta. Ma non si può non parlare di Gawande in una rassegna di libri sulla medicina, e tanto meno si può non citarlo quando si parla di metodo. Cito il primo, ma tutti i saggi di questo chirurgo americano di origini indiane meritano di essere letti per una migliore comprensione degli errori umani, che nel nostro come in altri mestieri si dividono in evitabili ed inevitabili, ma che sempre andrebbero analizzati e discussi e mai colpevolizzati e nascosti.


CLINICA E PATOLOGIA DEGLI ORGANI DI SENSO
Oliver Sacks, Vedere Voci, Adelphi

Neanche Sacks può mancare all'appello: si tratta senza dubbio alcuno dello scrittore più di talento tra quanti abbiano mai narrato di medicina. Se non siete medici vi innamorerete del suo modo di trattare i malati, se avete un retroterra umanistico resterete affascinati dalla sua prosa, se siete neuroscienziati ammirerete il suo rigore scientifico, se siete diventati medici per unire il fascino meccanico del corpo a quello umano delle storie lo adorerete dal primo momento. Questo sul mondo dei sordi non è forse il suo libro più riuscito, ma vi sfido a trovarne un altro inerente gli organi di senso più interessante e piacevole da leggere di Sacks.

PATOLOGIA GENERALE
Baptiste Beaulieu, La vita non è grave, Mondadori

Questo è uno di quei libri che vi consiglio con tutto il cuore. E' la rappresentazione esatta del bello e del brutto del nostro mestiere, parla di vita e di morte con l'ironia che impara presto chi deve sopravvivere al pronto soccorso. Ci sono dentro le storie personali dei medici, che spesso gareggiano in tristezza con quelle dei pazienti e avventure degli specializzandi che non sfigurerebbero in una commedia dei fratelli Cohen.
Naturalmente non c'entra nulla con la patologia generale, ma lo metto al terzo anno perchè è un libro da leggere prima del tirocinio per capire cosa vi aspetta, durante per riderne insieme e dopo per riflettere.


MEDICINA DI LABORATORIO
Claudio Coletta, Viale del Policlinico, Sellerio


Anche in questo caso legame stiracchiatissimo con la materia, diciamo pure inesistente. Ma questo giallo ambientanto nella Roma degli anni '70, in un Policlinico ancora in mano ai veri baroni, merita. Non solo è coinvolgente, ma offre anche uno sguardo illuminante su un passato recente della medicina e della sanità a favore di chi, come me, non l'ha vissuto.


FARMACOLOGIA
Daniel Pennac, La lunga notte del dottor Galvan, Feltrinelli


Pennac è uno dei miei autori preferiti di sempre, quindi come non citare questo breve, ma coinvolgente racconto di ambito medico?
Il paziente in cui si imbatte il dottor Galvan durante un delirante turno notturno è un tipo tosto: sa solo ripetere "non mi sento tanto bene" come i manichini dell'ACLS, ma riserva ben più sorprese. Altro non vi posso dire, tanto è corto e da leggere tutto d'un fiato.

sabato 27 aprile 2013

M'sGttG: BIOCHIMICA CLINICA


Qualcuno potrebbe pensare che io abbia qualcosa contro la biochimica, dedicando 2 dei 5 posti disponibili per gli esami inutili a questa materia.

Chiunque, però, conosca il nostro professore di biochimica clinica non potrà, se non darmi ragione, almeno comprendermi.
Invito tutti gli altri a farsi un giro su flipper e nuvola (flipper.diff.org), un sito che parte dalla domanda "Se così caotica e complessa è davvero la vita, possiamo in maniera ragionevolmente precisa definire le malattie che di questa vita indefinibile e sfuggente sono le alterazioni?"

Partendo da questi presupposti e dal sito, che di tali presupposti (in particolare la caoticità della vita) è rappresentazione, il prof. cerca per sua stessa ammissione "Una regola che permetta di gestire il disordine dei sistemi biologici" senza successo, naturalmente.
Il che significa che si ritrova a parlare a spaesati studenti del terzo anno che di malattie ancora nulla hanno appreso e che di biochimica vera e propria ben poco si ricordano, di come ciò che apprenderanno negli anni futuri non funzioni nella vita reale (spesso vero) e di come un approccio creativo e biochimico al problema possa portare a delle soluzioni sensate (invariabilmente falso)

Così il povero studente si trova a districarsi tra la prova provata che la coca cola causi l'osteoporosi, l'ipotesi che il cioccolato riduca il rischio cardiovascolare e le improbabili associazioni tra l'epilessia e il comportamento sessuale.
Ne esce con un miliardo di idee confuse e l'impressione generale che la carenza di ferro sia il problema di salute principale dei nostri giorni e che se solo si potessero iniettare citocromi e potenziare catene respiratorie tutte le malattie si estinguerebbero (lasciandoci disoccupati).

Insomma nell'approccio a un personaggio del genere o rimani folgorato e pensi che sia un genio e diventi suo seguace oppure no.
In entrambi i casi la conoscenza più spendibile che questo corso offre nella vita professionale è "esistono ogni tanto degli strani individui che sostengono brillantemente teorie altrettanto balzane in maniera scientifica o pseudo-scientifica ed è molto difficile, in questi casi, convincere i pazienti ad avere fiducia nella medicina tradizionale".

venerdì 12 aprile 2013

M'sGttG: BIOCHIMICA


E' solo rispondendo alle domande dell'esame di Stato che mi rendo conto di quanto a fondo si possa dimenticare una materia come biochimica, studiata con grande ardore e dedizione nell'innocenza ed entusiasmo del primo anno.

L'inutilità della materia sta nel fatto che per anni non mi sono accorta di non ricordare più nulla... e con nulla si intende che ho vagamente presente che la molecola di glucosio è un esagono con un OH da qualche parte, mentre quella del fruttosio è un pentagono. Che il colesterolo ha un tot di esagoni sovrapposti e che l'Eme è una graziosa fantasia per le piastrelle. Quanto alla funzione di tutto ciò ne so quello che ho sentito alla televisione, o che ho studiato in altri esami. Però so dire ciclopentanoperidrofenantrene.

Sia chiaro, sto parlando della "mia" biochimica, cioè così come l'ho studiata con i professori che mi sono ritrovata, ormai 7 anni fa. E' possibile (e me lo auguro per tutte le prossime generazioni di medici) che qualcosa sia cambiato in meglio e che lo studio della biochimica sia diventato un po' più sensato. Insomma che delle diecimila nozioni che apprendi ti restino a distanza di anni quelle quattro vagamente utili. Anche se tutto sommato se ho dimenticato quello che ho dimenticato è perchè in questi sei anni non mi è mai servito saperlo, se no l'avrei almeno cercato sul libro.

La "mia" prof. di Biochimica era una graziosa anziana signora, deditissima al suo lavoro e competentissima (magari fossero tutti così), ma un pelo fissata col farti imparare tutto alla perfezione.
Arrivava al mattino, prendeva il gesso e il microfono e dal primo all'ultimo minuto delle due ore di lezione riempiva  ininterrottamente i cinque metri di lavagna con un susseguirsi infinito di reazioni, alla velocità concessale della sua pluridecennale esperienza condendo il tutto con qualche commento biascicato qua e là.

Il compito di ogni studente era quello di decifrare la voce dell'oltretomba per decrittare nomi incomprensibili (tipo glucosil-kfschh$"£%&%$-deidrogenasi) e annotarli diligentemente sul quaderno assieme alle formule di molecole organiche enormi scribacchiate alla lavagna, senza sbagliare nemmeno un doppio legame che se no poi lo studi così e vaglielo a spiegare all'esame che hai copiato male.

I 5 metri di lavagna, poi, mica le bastavano alla prof. Finito da un capo ricominciava dall'altro, ma per non cancellare tutto (e permettere a chi restava indietro di continuare a scrivere) eliminava col cancellino sporco di gesso solo un pezzo di reazione alla volta, magari lasciando le frecce, sicchè dopo due minuti la formula appena scritta era indistinguibile dalla reazione precedente. Tutto fuso in un gigantesco serpentone senza testa nè coda, l'eterno circolo della biochimica metabolica.

Scemi voi che tentavate di prendere appunti invece di seguire e basta, mi dirà qualcuno... tanto ci sono i libri! E qui casca il proverbiale asino... la biochimica della nostra prof. era un concentrato di vecchia biochimica di 50 anni fa e scoperte avanzatissime effettuate nei laboratori dell'università e ancora da pubblicare. Insomma quello che diceva e scriveva non lo trovavi su nessun libro, o lo trovavi con una tale fatica ed era così diverso da come lo voleva all'esame che si faceva prima a copiare dalla lavagna. O a morire nel tentativo.

E se qualcun altro se lo sta chiedendo no, l'iphone non c'era, fotografare era escluso.

Dopo mesi e mesi di questa tortura quotidiana arrivò l'esame, preceduto, ovviamente, da leggende spaventose e deprimenti statistiche sulla percentuale dei bocciati.
La prova era così costituita: dodici (12!!) domande su tutto il programma svolto nell'anno, a cui rispondere per iscritto in due ore. Nessuna domanda "teorica" sul ruolo di questa o quella via metabolica nell'uomo: solo reazioni.
Reazioni lunghissime con molecole enormi per una media di 10 minuti a domanda. Dimentico qualcosa? Ah sì, i cofattori. Se una domanda era sul ciclo di Krebs e in una reazione si trova il FAD come coenzima, allora dovevi disegnare anche il FAD. Ti era concesso, per non confonderti, disegnarlo al fondo del compito e non in mezzo alla reazione (che poi è una molecola enorme e avrebbe reso tutto disordinato).
Se sbagliavi un doppio legame o un idrogeno in qualsiasi punto del compito ti toglieva un voto (un voto per idrogeno si intende!), se dimenticavi un pezzo di reazione ti toglieva diversi voti, se saltavi una domanda ti bocciava.

un classico pomeriggio di studio di biochimica metabolica
Poi, per carità, l'esame l'abbiamo passato tutti... anche se i due mesi passati con pile di fogli a disegnare come una pazza miliardi di molecole in reazioni complicatissime sono stati tra i peggiori della mia carriera universitaria.

Quello che mi chiedo a posteriori è: "A che accidenti è servito?".
A parte imparare a dire ciclopentanoperidrofenantrene, che a cena con sconosciuti, quando non sai cosa dire, fa sempre la sua porca figura.

La mia convinzione resta che approfondire troppo cose iper-specialistiche si risolve alla fine nel non ricordare nemmeno quelle più basilari e che forse sarebbe ora di liberarsi della struttura didattica degli anni '50 e organizzare finalmente un corso di laurea veramente professionalizzante.

domenica 15 aprile 2007

BIOCHIMICA ALL'AMERICANA






ieri girellavo per la rete alla ricerca di un testo decente su cui studiare biochimica speciale, quando mi sono imbattuta in una serissima pubblicazione americana, una specie di bignami di biochimica (chiamalo bignami, son 312 pagine... ma in confronto ai libri normali come il Lehninger si può considerare tale!). la casa editrice è delle più serie: Mc Graw-Hill, la stessa che pubblica l'Harper per intenderci... ma il titolo mi ha incuriosito: "Basic Concepts In Biochemistry, a student's survival guide" così l'ho scaricat...ehm.. "regolarmente consultato" e mi sono immersa nella lettura di tale capolavoro della letteratura biochimica. in pochi minuti mi son trovata come una deficiente a ridere da sola davanti al computer, vi riporterò alcuni estratti a dir poco esilaranti.




tutto inizia dalla prefazione, dove, per mettere le cose in chiaro l'autore specifica:

"Basic Concepts In Biochemistry, a student's survival guide is not a conventonal book: it is not a review book or a text book or a problem book. it is a book that offers help in two different ways: help in understanding the concepts of biochemistry [e fin qui direi che ci sta...]and help in organizing your attack on the subjects and minimizing the subject's attack on you" in pratica fai attenzione che la biochimica è roba che scotta, potresti rimanere segnato a vita! mi raccomando vacci coi piedi di piombo... da notare anche la metafora militare che non poteva mancare trattandosi di americani (l'autore insegna alla facoltà di medicina del Texas)



si passa poi a CHAPTER 1, WHERE TO START, instructions e già qui... non è che un libro ha bisogno di grandi istruzioni! ma l'autore si dilunga invece per parecchie pagine elargendo consigli di questo pregio: "the first rule (it may not be the first rule, but it is a rule) is not to waste time reading things you already know. [...]another option is just to look at the pictures". giustamente... perchè sprecarsi a leggere faticosamente? facciamo un libro a fumetti!



WHAT DO I NEED TO KNOW? si chiede e sentite come si risponde:

"you need to know only the things you will need later", devi sapere solo le cose che devi sapere (dopo presumibilmente sta per l'esame). un genio della tautologia!!



si hanno poi una serie di istruzioni raccolte in un box dal titolo INSTRUCTION FOR USE

"understand the concept first, make notes, never use a colored highlighter". l'ultima affermazione, piuttosto originale è così giustificata: "to remember something write it down, don't just highlight it with a colored pencil or pen. highlightingh is a great way to forget to read the material". secondo il professore emerito, dopo tredici anni di scuola (12 per gli americani) uno studente non ha ancora trovato un metodo adeguato per memorizzare e non solo: evidenziare impedisce di leggere! si colora a caso la pagina secondo la simmetria delle righe!! il che a pensarci bene può anche essere probabile nel caso dell'analfabeta di prima che anzichè ripassare le cose che già conosce guarda le figure... 




in ogni caso il primo capitolo conclude in bellezza con la seguente massima per la vita:



questa è l'affermazione che senz'ombra di dubbio condivido pienamente, compresa la parte sulla mia sanità mentale che sento esser stata messa a dura prova se non definitivamente compromessa dallo studio di metabolica. Tuttavia trovarlo scritto in un libro di testo è tutt'altra cosa! si legittima con l'aucoritas del Ph.D. professor quella che da sempre è stata la visione della biochimica degli studenti di medicina (e non solo azzarderei...). Ciò può essere da un lato invidiabile segno di modernità, ma dall'altro frustrante: se è la stessa autorità costituita a denigrare il ruolo della materia che insegna, cosa rimane agli studenti come segno di ribellione? appassionarsi sul serio alla biochimica al punto da studiare "per diletto" un libro serio? in tal caso la mossa del professore texano sarebbe davvero astuta! ma vi dirò... preferisco il mio italianissimo diritto a sancire l'inutilità della biochimica (sia chiaro intendo quella che prevede lo studio di ogni singolo intermedio di reazione e non della biochimica i generale di cui son fin troppo comprensibili le conseguenze cliniche) in attesa di un professore che mi smentisca piuttosto che il contrario!



Allego tra le foto anche quella del parco divertimenti della biochimica trovato in un altro libro, di un professore dell'università della florida che probabilmente è stato eccessivamente influenzato da Dinseyland ad Orlando...



mercoledì 22 novembre 2006

BALLATA DELLO STUDENTE ALL'ESONERO DI CHIMICA


Se ne andava lo Studente
in un giorno di Dicembre,
camminando bello, bello
lungo corso Raffaello:

era ignaro ahimè di quanto
lo aspettava proprio accanto.
Ad un tratto una figura,
alta, alta, scura, scura,

proprio innanzi gli si pone
simulandogli ostruzione:
“Lei chi è?” puntando il dito
chiese il giovane stupito;

“Tu mi chiedi chi io sia,
son la Scienza d’Alchimia
che hai già troppo trascurato,
o Studente sciagurato!

Ora invece chiedo a te:
dimmi un po’ che giorno è?”
Lo Studente, un po’ piccato
d’esser stato sì insultato,

gli risponde per la rima:
“Non potevi dirlo prima?
Se volevi sol l’orario
puoi comprarti un calendario!

Per saper che giorno è
ti dirò soltanto che
è iniziato già l’Avvento,
proprio oggi, sii contento!”

“Io lo sono, in fede mia”
gli rispose l’Alchimia,
“Ma io temo anche, in sostanza,
una tua dimenticanza!”

Lo studente da giocondo
diventò meditabondo:
“Qualche cosa si è fissata
da avvenire in questa data,

ma, ahimè, non mi ricordo
quale fosse più l’accordo!”
“Non ti dice neanche niente
Il vedermi qui presente?”

Gli rispose la figura
e ad un tratto la paura
si mostrò così evidente
nei suoi occhi di studente:

gli tornava la memoria:
guarda un po’ che brutta storia!
Ciò che s’era ricordato
tutto a un tratto, è ch’era stato

per quel giorno sciagurato
un esonero fissato
sulla parte generale
che precede Strutturale;

“Or che faccio? Mamma mia!
Resto scappo o vado via?
Né restar né andare voglio!”
A sottrarlo dall’imbroglio

interviene l’Alchimia
che proclama: “Ebbene, e sia!
Ti porrò tre indovinelli,
se rispondi bene a quelli

ti giudicheremo pronto
al secondo duro incontro”
Non appena lo Studente
fa un cenno ed acconsente,

si ritrova senza fiato
giù nell’aula intrappolato,
mentre il noto Professore,
con un far da inquisitore,

nominandogli un composto,
che s’affretta a scriver tosto,
gli domanda qual ne sia
l’evidente isomeria.

Spaventato lo Studente
lì per lì non se la sente
di tirare a indovinare,
Il tacer non fa mai male!

Poi inaspettatamente
una luce gli si accende
ed inizia a funzionare
la corteccia cerebrale;

gli proiettano i neuroni
una danza di carboni
e fatica non gli costa
or trovare la risposta:

“Come sa, o Professore”
Egli inizia con ardore
“Quel carbonio è chirale
che, si sa, nel bene e male

è presente qui in natura
con la duplice struttura
che è, a memoria mia,
detta enantiomeria.”

Il docente un po’stupito
per un dire sì compito,
scuote appena un po’ la testa
e riparte lancia in resta:

“Saprà dirmi indi pertanto
se è ottico e di quanto!”
Gli risponde prontamente
senza dubbi lo Studente:

“Da composti di tal fatta
è la luce un po’ rifratta,
o in tutto vien deviata
s’essa è polarizzata.

Sono due le convenzioni
che distinguono i carboni,
ma nessuna, ahimè, prevede
ciò che far la luce deve

e in che senso ruota il piano
noi soltanto lo capiamo
esponendo quel campione
a una certa radiazione.”

Il Docente, assai stupito,
lì per lì resta basito,
poi si volge a escogitare
la domanda più anormale:

“Se risponde al mio quesito
il suo esame è qui finito!
Su, risponda, faccia presto,
mi sa dir che nome ha questo?”

Apre il libro e, presto detto,
mostra al nostro poveretto
una formula ch’invero
grossa è quanto un foglio intero:

il più grande idrocarburo
che esista di sicuro!!
Scoraggiato lo Studente
conta con fare paziente

I carboni lì presenti:
essi sono centoventi,
nella pagina sì fitta!
Con presagio di sconfitta,

piano, piano, lentamente
numera il sostituente:
“1 bromo, 2 cloruro
questo è certo, di sicuro

4 etil, 9 benzene
6,2,2, tri-esadiene
manca ancora nel finale
2 metil eicosenale”

Lo Studente, timoroso
d’un errore clamoroso,
lentamente alza lo sguardo
aspettandosi un beffardo

riso pieno d’ironia
con cui il Prof lo manda via
indicandogli le scale,
condannandolo a tornare.

Stranamente non avviene
quello che il ragazzo teme:
quando guarda il Professore
se ne accorge con stupore:

niente ghigno d’ironia,
gli sorride in simpatia!
Poi pian piano scolorisce,
tutto attorno a lui sparisce,

lo Studente assai sudato
s’è del tutto risvegliato:
s’era solo addormentato,
era un sogno, che peccato!
È arrivato il dì fissato,
ma stavolta è preparato

ed è pronto ad affrontare
quell’esame generale,
ma il cuor suo chiede: “chissà
che domande mi farà?”