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giovedì 15 gennaio 2015

COSE CHE TI INSEGNA L'ESAME DI STATO



Siamo di nuovo in periodo di Esame di Stato. Questo, per i neo-laureati, significa una sola cosa: crocette.

Vi è stato un tempo in cui per giudicare se una persona fosse in grado di svolgere la professione medica la  si portava in un vero reparto, davanti ad un vero paziente e le si chiedeva di visitarlo e compilare una cartella clinica.
Questo prima che le manie di oggettività e americanizzazione prendessero il sopravvento, così, al momento, il nostro esame di abilitazione consiste di due prove con quiz a risposta multipla, da 90 domande ciascuna. Domande che vengono estratte da un archivio di circa 7000 quesiti pubblicato dal Miur con un anticipo di almeno sei mesi.

Quello che ogni neolaurato fa, quindi, è leggere e rileggere queste domande, spesso nozionistiche, spesso assurde e talvolta errate, imparando a memoria la risposta corretta.
Roba che la prima settimana ti senti a "Chi vuol esser milionario?", la seconda settimana a una partita di Trivial Pursuit particolarmente noiosa intrapresa alle quattro del mattino di un capodanno e dopo la terza settimana concepisci la risposta multipla come unico mezzo di interazione col prossimo e inizi a mandare messaggi tipo "Cosa facciamo stasera? a) mangiamo una pizza b) andiamo al cinema c) kebab veloce e poi torniamo in aula studio a fare crocette".

Sono mesi in cui ogni momento della giornata è buono per fare due quiz sul telefono o l'ipad: aspettando l'autobus alla fermata, in coda alle poste, persino sul cesso.
Sono mesi che, per fortuna, ho superato da tempo, ma mi sono sempre pentita di non aver dedicato almeno un post a un simile delirio. Quindi ora, mentre attendo di capire come poter parlare del mio lavoro senza violare il segreto professionale, vi regalo questo splendido decalogo.
NB le domande sono quelle della prima sessione 2013, ma non credo che il Miur si sia affrettato a cambiarle, spero non quelle divertenti almeno!

1) Nessuno ha la minima idea di come si scrive morbo di Crohn, Chron, Crhon, Crhonn... insomma quello lì

2) Nel dubbio sempre meglio fare un'ecografia

3) Il fumo non fa poi così male, infatti nelle domande sui fattori di rischio non è mai quella giusta


4) La birra è l'alimento più ricco di vitamine del gruppo B

5) Nel dubbio la risposta più lunga è quasi sempre quella corretta (ma spesso vale anche per quella con le scritte tra parentesi)

6) La visione del mondo degli autori delle domande è ferma agli anni '70, almeno nella definizione dei lavori

quale delle seguenti occupazioni comporta il rischio di patologia del rachide? 
A)videoterminalista 
B)guardia notturna 
C)bidello 
D)tecnico del suono   
E)operatore cinematografico

7) Fra le nozioni essenziali per poter esercitare la professione medica c'è questa

il caratteristico grisou di miniera contiene fondamentalmente 
A)silice
B)metano
C)acido cianidrico
D)acido solfidrico
E)monossido di carbonio

8) Probabilmente a scrivere le domande hanno messo un anziano videoterminalista che non sa disattivare il controllo ortografico automatico di Word, altrimenti non si spiegherebbero alcuni simpatici errori di stampa come cellule "apolidi" e "striale" per atriale, per non parlare del mio preferito... il mezzo di contrasto "maritato"

9) Ancor più probabilmente al suddetto videoterminalista alla cinquemillesima domanda copiata sono venuti alcuni deliri religiosi estrinsecatesi in:
  • sindrome di Zollinger Eleison (kyrie)
  • cellule eucaristiche
  • satanici (per sartanici)
  • l'eczema da contatto è devoto a...

10) Infine ci possiamo divertire con un simpatico giochetto: delle sei risposte a queste domande una sola è stata inventata dalla sottoscritta, sapreste indicare quale?

cos'è la tricotillomania?

A)un'esagerata attenzione all'acconciatura dei capelli

B)un comportamento tendenzialmente ossessivo-compulsivo
C)un'allucinazione somatica
D)la mania di cambiare frequentemente pettinatura
E)un'alopecia cicatriziale del cuoio capelluto
F)una malattia protozoaria

alcuni antidepressivi sono detti triciclici perchè 
A)sono utilizzati nelle forme cicliche
B)devono essere somministrati per tre cicli successivi
C)per le caratteristiche della struttura chimica
D)è stato attribuito loro un nome di fantasia
E)sono stati scoperti nel terzo ciclo dell'era psicofarmacologica
F)l'inventore è stato ispirato dal triciclo di suo figlio

la scabbia norvegese
A)si osserva solo in Norvegia e nei paesi scandinavi
B)si osserva in norvegesi o scandinavi immunodepressi
C)si osserva in norvegesi o scandinavi depressi
D)si osserva in norvegesi o scandinavi in viaggio in Sud America
E)si osserva in soggetti immunodepressi
F)si osserva in sudamericani in viaggio in Norvegia

la pubblicità personale del medico 
A)è solo possibile pubblicità indiretta
B)è solo possibile la pubblicità diretta
C)è possibile solo sui quotidiani locali
D)è possibile solo con volantinaggio
E)è possibile sia la pubblicità diretta che indiretta
F)è vietata ogni forma di pubblicità

se in un centro di terapia intensiva giungono contemporaneamente due ammalati in pericolo di vita e vi è un solo posto a disposizione, il sanitario a chi deve dare assistenza?
A)a nessuno dei due
B)affidarsi alla sorte
C)al più giovane
D)al più vecchio
E)al più attraente
F)a quello che ha maggiori probabilità di salvarsi

il codice di deontologia medica è
A)il codice è un particolare tipo di linguaggio medico specialistico
B)una branca specialistica della genetica che studia il codice del DNA
C)una raccolta di casi clinico-metodologici
D)la grafia con cui vengono scritte le ricette mediche
E)principi e regole per i medici iscritti all'albo professionale
F)una rassegna di articoli medico-scientifici

la conversione sul piano somatico dei conflitti inconsci è alla base
A)dei sintomi isterici
B)dei sintomi neuroastenici
C)delle crisi epilettiche
D)dei sintomi psicosomatici
E)di alcune conversioni religiose
F)no mi dispiace, questa è troppo bella per inventare una risposta fasulla...

e mi raccomando, ricordate sempre che

l'esercizio della medicina è fondato 
A)sul conseguimento della laurea in Medicina e Chirurgia 
B)sulla libertà e indipendenza della professione 
C)in base alla graduatoria regionale 
D)sulla idoneità e il decoro dei locali adibiti a studio medico 
E)sulla cittadinanza italiana e/o europea




sabato 6 luglio 2013

Super Mario Mininterno e le Scuole di Specializzazione di Medicina

L'abrutimento di rispondere ai quiz dell'esame di specialità* ricorda quello dei primi videogiochi: quelli che la mamma ti vietava perché sembrava un modo poco sano di passare il pomeriggio e "esci a giocare con gli amici anziché stare attaccato a quel Game Boy".
Prima che inventassero la Playstation e le memory card per salvare la partita a piacimento, per noi nati negli Ottanta "videogioco" voleva dire solo una cosa: Super Mario Bros. No, non Super Mario Galaxy o Mario Kart o Warioland o qualche altra schifezza nata sull'onda del successo, Super Mario Bros. l'originale per il game boy di prima generazione, quella mattonella con lo schermo monocolore che in controluce non vedevi una mazza... o e-ink, come lo chiamerebbero oggi se Amazon dovesse trovare una scusa per venderlo al quintuplo del suo valore.

Prima che qualche genio (forse padre di un bambino divenuto autistico per il troppo gioco) inventasse il salvataggio di metà livello, ogni giocatore di Supermario arrivava a un punto in cui il baffuto alter ego idraulico moriva costantemente, centinaia di volte di seguito.
Il resto del livello lo facevi a memoria in scioltezza, sapevi dove saltare, dove prendere il funghetto, da che parte sarebbe spuntata la tartaruga e neanche più provavi ad ammazzarla, la evitavi e basta. Poi ti imbattevi ineluttabilmente in quel maledetto triplo salto sulle piattaforme semoventi coi cannoni e cadevi giù, ancora, ancora e poi ancora.

Ogni tanto dall'ansia di arrivarci e dallo scazzo dovuto alla frustrazione morivi pure prima, in un salto semplicissimo nel quale normalmente non avresti avuto nessun problema.
Ma niente, interi pomeriggi condannati a tentare di sopravvivere allo stesso maledetto intrico di bit escogitato da qualche mente malata. Finchè delle due l'una: o abbandonavi completamente il gioco o per una fortunata serie di circostanze la tua perseveranza veniva premiata e riuscivi a completare il livello... solo per trovare un analogo ostacolo nel successivo.

Il quarto/quinto giro di quiz dell'esame di specialità è esattamente così, mamma che ti urla di non affaticare gli occhi e andare a mangiare un gelato fuori compresa. Ci sono domande che fai a occhi chiusi, quelle che hai già fatto talmente tante volte che ormai le sbagli per incuria e quelle stramaledettissime piattaforme da cui cadi sempre allo stesso modo.
Con lo stesso senso di apparente divertimento e la stessa immensa frustrazione che le generazioni analogiche forse ignorano.

Che poi, io ho sempre fatto schifo a Super Mario e quella smorfiosa della principessa non l'ho mai salvata sul serio dal drago.


questo è il massimo del divertimento che posso offrirvi sotto esame di specialità. Per il resto vi rimando a ZeroCalcare, lui sì che ha capito tutto dei videogiochi.



* per chi non capisse di cosa sto parlando (beati voi), vi basti sapere che per l'esame che sosterrò a breve (e del quale avrò modo di lamentarmi diffusamente e organicamente in seguito) sono costretta a memorizzare le risposte a 5750 quiz di argomento medico, a mezzo di un apposito software gentilmente fornito dal miur attraverso il mirabile sito denominato mininterno.

sabato 22 giugno 2013

15 motivi per cui non rimpiango la sessione esami


PRIMA DELL'ESAME


1) Non hai finito il programma, un giorno di studio in più ti sarebbe vitale, per fortuna ci sono 100 iscritti e tutti in un giorno non passeranno... estraggono la lettera da cui iniziare ed è la tua

2) Il tuo compagno secchione ti avvicina la mattina dell'esame fuori dall'aula e ti chiede "Ma tu hai capito la differenza tra [argomento che pensavi non fosse in programma e che quindi non hai studiato] e [argomento che non hai mai neanche sentito nominare]?"

3) Sei lì che aspetti di passare con il libro aperto davanti nell'inutile tentativo di concentrarti e arriva un compagno a caso che ti apostrofa non nonchalance al grido di:"Mi han detto che il prof tal dei tali è proprio stronzo" oppure "Mi han detto che allo scorso appello han chiesto [argomento sconosciuto e irreperibile sul libro] tu lo sai?"

4) Il prof A (che sta segando tutti quelli che gli capitano a tiro) e il prof B (che fa domande semplicissime e regala 30) stanno interrogando contemporaneamente i due prima di te, tu sei lì che aspetti di scoprire chi finisce prima per sapere di che morte morire. B finisce di interrogare e tu già esulti, lui prende il registro, attacca lo statino con tutta calma, firma tutte le pagine in verticale, orizzontale, diagonale, numera i fogli... intanto anche A finisce di torturare la sua vittima, ma B non ha più nulla da firmare e pensi "ora mi chiama", la tua tensione ha raggiunto l'apice, ti sei già proteso con il libretto in mano verso B che eslcama:"Ora mi prendo una pausa caffè, torno tra 5 minuti"




DURANTE L'ESAME

5) Per qualsiasi motivo si sono incazzati con quello che è passato prima di te e, ancora incarogniti, ti fanno la domanda peggiore del programma, continuando a guardarti in cagnesco qualunque cosa tu dica

6) studi ogni minimo dettaglio e il prof ti chiede [qualsiasi grosso argomento che sapevi già prima di iniziare il corso]

7) studi solo sugli appunti perchè hai poco tempo e ti chiedono [malattia sfigata che c'è solo sul libro a pagina 1236 ed è spiegata in 6 righe]

8) Passi dall'assistente sconosciuto che ti chiede "ma questo era in programma?"

9) Passi dall'assistente sconosciuto che dà per scontato che sia in programma l'oggetto della sua tesi di dottorato e te lo chiede nei minimi dettagli

10) Ti interrogano prof. emeriti sopravvissuti chissà come all'estinzione dei dinosauri e vogliono sapere da te teorie dimostratesi errate quando Mosè stava ancora alla corte del faraone

11) Inizi a rispondere bene e ti dicono "è molto preparato, facciamo una domanda difficile"

12) Il prof non ti ascolta mentre parli, aspetta che tu finisca per poi commentare: "Però non mi ha detto una cosa fondamentale" tu ti arrovelli, provi a ricordare cosa non hai detto, alla fine ti arrendi e lui ti ripete una cosa che avevi già detto mezz'ora prima ma non aveva sentito.

13) Ti dicono no ad ogni cosa che dici e quando finalmente ti arrendi e gli chiedi cosa volevano ti ripetono quello che hai già detto con altre parole

DOPO L'ESAME

14) Alla fine del primo dei 5 orali che compongono l'esame, mentre risali le scale ancora con la testa fumante, ti si assiepano attorno in quindici urlando in coro "Cosa ti ha chiesto?"

ma soprattutto...

15) E' di vitale importanza per te passare in giornata, stai 8 ore ad aspettare in ansia, finalmente alle 6 di sera chiamano quello prima di te e dicono "E' l'ultimo, gli altri possono andare a casa, riprendiamo a interrogare dopodomani"


sabato 27 aprile 2013

M'sGttG: BIOCHIMICA CLINICA


Qualcuno potrebbe pensare che io abbia qualcosa contro la biochimica, dedicando 2 dei 5 posti disponibili per gli esami inutili a questa materia.

Chiunque, però, conosca il nostro professore di biochimica clinica non potrà, se non darmi ragione, almeno comprendermi.
Invito tutti gli altri a farsi un giro su flipper e nuvola (flipper.diff.org), un sito che parte dalla domanda "Se così caotica e complessa è davvero la vita, possiamo in maniera ragionevolmente precisa definire le malattie che di questa vita indefinibile e sfuggente sono le alterazioni?"

Partendo da questi presupposti e dal sito, che di tali presupposti (in particolare la caoticità della vita) è rappresentazione, il prof. cerca per sua stessa ammissione "Una regola che permetta di gestire il disordine dei sistemi biologici" senza successo, naturalmente.
Il che significa che si ritrova a parlare a spaesati studenti del terzo anno che di malattie ancora nulla hanno appreso e che di biochimica vera e propria ben poco si ricordano, di come ciò che apprenderanno negli anni futuri non funzioni nella vita reale (spesso vero) e di come un approccio creativo e biochimico al problema possa portare a delle soluzioni sensate (invariabilmente falso)

Così il povero studente si trova a districarsi tra la prova provata che la coca cola causi l'osteoporosi, l'ipotesi che il cioccolato riduca il rischio cardiovascolare e le improbabili associazioni tra l'epilessia e il comportamento sessuale.
Ne esce con un miliardo di idee confuse e l'impressione generale che la carenza di ferro sia il problema di salute principale dei nostri giorni e che se solo si potessero iniettare citocromi e potenziare catene respiratorie tutte le malattie si estinguerebbero (lasciandoci disoccupati).

Insomma nell'approccio a un personaggio del genere o rimani folgorato e pensi che sia un genio e diventi suo seguace oppure no.
In entrambi i casi la conoscenza più spendibile che questo corso offre nella vita professionale è "esistono ogni tanto degli strani individui che sostengono brillantemente teorie altrettanto balzane in maniera scientifica o pseudo-scientifica ed è molto difficile, in questi casi, convincere i pazienti ad avere fiducia nella medicina tradizionale".

venerdì 12 aprile 2013

M'sGttG: BIOCHIMICA


E' solo rispondendo alle domande dell'esame di Stato che mi rendo conto di quanto a fondo si possa dimenticare una materia come biochimica, studiata con grande ardore e dedizione nell'innocenza ed entusiasmo del primo anno.

L'inutilità della materia sta nel fatto che per anni non mi sono accorta di non ricordare più nulla... e con nulla si intende che ho vagamente presente che la molecola di glucosio è un esagono con un OH da qualche parte, mentre quella del fruttosio è un pentagono. Che il colesterolo ha un tot di esagoni sovrapposti e che l'Eme è una graziosa fantasia per le piastrelle. Quanto alla funzione di tutto ciò ne so quello che ho sentito alla televisione, o che ho studiato in altri esami. Però so dire ciclopentanoperidrofenantrene.

Sia chiaro, sto parlando della "mia" biochimica, cioè così come l'ho studiata con i professori che mi sono ritrovata, ormai 7 anni fa. E' possibile (e me lo auguro per tutte le prossime generazioni di medici) che qualcosa sia cambiato in meglio e che lo studio della biochimica sia diventato un po' più sensato. Insomma che delle diecimila nozioni che apprendi ti restino a distanza di anni quelle quattro vagamente utili. Anche se tutto sommato se ho dimenticato quello che ho dimenticato è perchè in questi sei anni non mi è mai servito saperlo, se no l'avrei almeno cercato sul libro.

La "mia" prof. di Biochimica era una graziosa anziana signora, deditissima al suo lavoro e competentissima (magari fossero tutti così), ma un pelo fissata col farti imparare tutto alla perfezione.
Arrivava al mattino, prendeva il gesso e il microfono e dal primo all'ultimo minuto delle due ore di lezione riempiva  ininterrottamente i cinque metri di lavagna con un susseguirsi infinito di reazioni, alla velocità concessale della sua pluridecennale esperienza condendo il tutto con qualche commento biascicato qua e là.

Il compito di ogni studente era quello di decifrare la voce dell'oltretomba per decrittare nomi incomprensibili (tipo glucosil-kfschh$"£%&%$-deidrogenasi) e annotarli diligentemente sul quaderno assieme alle formule di molecole organiche enormi scribacchiate alla lavagna, senza sbagliare nemmeno un doppio legame che se no poi lo studi così e vaglielo a spiegare all'esame che hai copiato male.

I 5 metri di lavagna, poi, mica le bastavano alla prof. Finito da un capo ricominciava dall'altro, ma per non cancellare tutto (e permettere a chi restava indietro di continuare a scrivere) eliminava col cancellino sporco di gesso solo un pezzo di reazione alla volta, magari lasciando le frecce, sicchè dopo due minuti la formula appena scritta era indistinguibile dalla reazione precedente. Tutto fuso in un gigantesco serpentone senza testa nè coda, l'eterno circolo della biochimica metabolica.

Scemi voi che tentavate di prendere appunti invece di seguire e basta, mi dirà qualcuno... tanto ci sono i libri! E qui casca il proverbiale asino... la biochimica della nostra prof. era un concentrato di vecchia biochimica di 50 anni fa e scoperte avanzatissime effettuate nei laboratori dell'università e ancora da pubblicare. Insomma quello che diceva e scriveva non lo trovavi su nessun libro, o lo trovavi con una tale fatica ed era così diverso da come lo voleva all'esame che si faceva prima a copiare dalla lavagna. O a morire nel tentativo.

E se qualcun altro se lo sta chiedendo no, l'iphone non c'era, fotografare era escluso.

Dopo mesi e mesi di questa tortura quotidiana arrivò l'esame, preceduto, ovviamente, da leggende spaventose e deprimenti statistiche sulla percentuale dei bocciati.
La prova era così costituita: dodici (12!!) domande su tutto il programma svolto nell'anno, a cui rispondere per iscritto in due ore. Nessuna domanda "teorica" sul ruolo di questa o quella via metabolica nell'uomo: solo reazioni.
Reazioni lunghissime con molecole enormi per una media di 10 minuti a domanda. Dimentico qualcosa? Ah sì, i cofattori. Se una domanda era sul ciclo di Krebs e in una reazione si trova il FAD come coenzima, allora dovevi disegnare anche il FAD. Ti era concesso, per non confonderti, disegnarlo al fondo del compito e non in mezzo alla reazione (che poi è una molecola enorme e avrebbe reso tutto disordinato).
Se sbagliavi un doppio legame o un idrogeno in qualsiasi punto del compito ti toglieva un voto (un voto per idrogeno si intende!), se dimenticavi un pezzo di reazione ti toglieva diversi voti, se saltavi una domanda ti bocciava.

un classico pomeriggio di studio di biochimica metabolica
Poi, per carità, l'esame l'abbiamo passato tutti... anche se i due mesi passati con pile di fogli a disegnare come una pazza miliardi di molecole in reazioni complicatissime sono stati tra i peggiori della mia carriera universitaria.

Quello che mi chiedo a posteriori è: "A che accidenti è servito?".
A parte imparare a dire ciclopentanoperidrofenantrene, che a cena con sconosciuti, quando non sai cosa dire, fa sempre la sua porca figura.

La mia convinzione resta che approfondire troppo cose iper-specialistiche si risolve alla fine nel non ricordare nemmeno quelle più basilari e che forse sarebbe ora di liberarsi della struttura didattica degli anni '50 e organizzare finalmente un corso di laurea veramente professionalizzante.

lunedì 8 aprile 2013

Michelachiarlo's Guide to the Galaxy


Chi ha letto Guida Galattica per Autostoppisti (The Hitchhiker's guide to the Galaxy) avrà riconosciuto il motto, per tutti gli altri che hanno una vita e non la sprecano coi romanzi di fantascienza nonsense ecco due righe al riguardo: 

La Guida galattica per autostoppisti è un libro decisamente notevole, forse il più notevole, sicuramente quello di maggiore successo, mai pubblicato dalle grandi case editrici dell'Orsa Minore. Più popolare del "Manuale di economia domestica celeste", più venduto di "Altre 53 cose da fare a gravità zero" e più discusso della trilogia di bestseller filosofici di Oolon Colluphyd "Dove ha sbagliato Dio", "Ancora alcuni tra i più grandi sbagli di Dio" e "Chi è questo Dio, in fin dei conti?". La Guida ha già soppiantato la grande Enciclopedia galattica, come l'indiscussa depositaria di tutta la conoscenza e la saggezza, per due importanti ragioni. Primo, costa un po' meno; secondo, reca la scritta, DON'T PANIC, niente panico, in grandi e rassicuranti caratteri sulla copertina.
Douglas Adams, Guida Galattica per Autostoppisti, Mondadori 

Bene. Ora che me la sono tirata da nerd vi spiego le ragioni di questo post.
E' un po' che mi frulla in testa l'idea di fare qualcosa di tutta l'esperienza accumulata in sei anni di Università.
Sarà perchè mi piace leggere le vite universitarie altrui, soprattutto in ambito medico e quindi penso possa piacere anche agli altri (per questo ho aggiunto il blogroll nella barra laterale). Sarà perchè la voglia di dire quello che penso di certi corsi ce l'ho sempre avuta, ma ora ho pure una laurea e posso (quasi) parlare liberamente.

Insomma ho messo in cantiere questo folle progetto. L'ho chiamato, per simmetria col libro di Douglas Adams Michelachiarlo's Guide to the Galaxy (d'ora in poi per brevità M'sGttG). Per chi conosce l'originale la troverete altrettanto discontinua e nonsense.

Non aspettatevi recensioni dei corsi, non aspettatevi consigli su come e cosa studiare, non aspettatevi nomi e cognomi.
Solo qualche elenco e quello che mi va di scrivere, opinioni personali e senza nessuna pretesa di giudizio assoluto. Le impressioni di un vecchio scalatore che si gira indietro dalla cima della montagna e crede di aver fatto tanta strada, ma sa già che appena più in là c'è una vetta più alta che lo aspetta.

Detto questo, possiamo incominciare.

nota al lettore: questo post sarà aggiornato di volta in volta con i link alle "recensioni", all'inizio assumerà quindi un aspetto incompleto. Se avrò la costanza di aggiornarlo, però, alla fine sarà l'indice della guida.
Gli esami in elenco saranno ordinati per anno, un modo come un altro per non dover decretare un vincitore della categoria.

I 5 ESAMI PROFESSIONALMENTE PIU' INUTILI
primo anno: BIOCHIMICA
terzo anno: BIOCHIMICA CLINICA

sabato 22 dicembre 2012

ISTOLOGIA (atto unico) (Le nebbie del tempo 3)

Sugli esami di Comoglio se ne sentono di ogni sorta, non potevo, anche a distanza di anni, non dire la mia. Questo dialogo porta data 2 Luglio 2007 e riporta il più fedelmente possibile il (piacevole) trauma del mio primo esame orale di medicina, così come trascritto il giorno stesso del suo svolgersi. E' bastato aggiungere le didascalie per farne una vera e propria piece teatrale. Inutile a dirsi che nulla è stato inventato e che il voto di istologia resta uno dei più immeritati sul mio libretto.

ISTOLOGIA (ATTO UNICO)



PERSONAGGI:
C: professore ordinario con personalità istrionica e uscite balzane
T: giovane e appassionato professore associato con la prospettiva di una brillante carriera
M: timida studentessa di medicina al primo esame orale

AMBIENTAZIONE:
Aula ottocentesca ad anfiteatro con i banchi di legno.
C è seduto alla cattedra e domina la scena, nei banchi decine di studenti fungono da pubblico. M è seduta in prima fila in disparte

SCENA PRIMA
T, C, due studenti

T fa il suo ingresso dalla porta laterale, si rivolge a C
T: Tu come sei messo? io ne ho ancora 4 di là [indica la porta da cui è entrato oltre la quale attendono dei tapini da interrogare]
C: io ho finito
T: allora te ne mando due
M e M: veramente siamo già qui, ci sono venuti a chiamare prima!
T si volta senza aggiungere nulla ed esce

SCENA SECONDA
C ed M

C [al pubblico]: vedete... in questi anni di esami ho acquisito una tale capacità che dalle prime TRE parole che lo studente dice so già se devo dargli 30, 20 oppure trombarlo... certe volte lo decido senza neanche le tre parole, solo guardandolo in faccia e vedendo come si siede. Allora a chi tocca?

M con aria preoccupata si alza e prende posto davanti alla cattedra

C: ah ecco, Lei era stata dirottata di là ma l'hanno rimandata di qua

M: sì

C: bene, scommettiamo che in tre minuti ha già finito?

M: non so, faccia Lei

C [ridacchia]: bene, allora facciamo un gioco... io prendo questo pezzo di carta [strappa dal foglio che ha davanti un rettangolo delle dimensioni di un assegno] e scrivo... anzi no, non è un bel gioco. Però facciamo così, io Le faccio una domanda, dopo tre parole scrivo il voto su questo foglio e poi senza pregiudizi continuo l'interrogazione, poi vediamo se mi sono sbagliato o se è uguale... può darsi che mi sbagli... chi vuole scommettere?

silenzio dalla platea

allora Le faccio una domanda [prende il programma e figura di sfogliarlo lungamente, scorrendo il dito su e giù sugli argomenti] mi dica la struttura... anzi no... Lei la parte dei vetrini l'ha già fatta...

M: sì, prima, di là

C: Benissimo allora mi dica [sfoglia ancora il programma] cos'è un impulso nervoso

M: sì, dunque l'impulso nervoso è il sistema di comunicazione utilizzato dalle cellule nervose, cioè i neuroni, e consiste nell'inversione temporanea della polarità di membrana

C: STOP! Aspetti. [si rivolge alla platea] scrivo! [con ampi gesti prende il foglietto strappato, scribacchia qualcosa e ripiega, poi si rivolge di nuovo a M] vada pure avanti

M: [un po' inquietata dall'interruzione] Sì, le cellule nervose hanno infatti una differenza di potenziale fra l'interno e l'esterno della membrana pari, se non soggette a stimoli, a -70 mV che è detto appunto potenziale di membrana a riposo. Questo potenziale è dovuto alla presenza di anioni fissi che sono...

C: [interrompendo e gridando in modo concitato] ANIONI FISSI! [rivolgendosi alla platea e gridando ancora più forte] HA DETTO ANIONI FISSI!!

M: [ancora più inquietata] sì... che sono delle molecole organiche cariche negativamente che costituiscono il punto di base da cui parte la cellula e poi è dovuto alla concentrazione del potassio che può uscire dalla cellula grazie alla presenza di canali del potassio che sono detti Leaky

C: [ripetendo la scena di prima] CANALI LEAKY!! HA DETTO LEAKY

M: sì, leaky significa semipermeabili e quindi gli ioni potassio possono uscire dalla cellula finchè non sono richiamati per gradiente chemiosmotico. Poi c'è la membrana sodio-potassio

C: AAAAH piccola imprecisione

M: la pompa sodio potassio

C: ah molto bene, si è corretta

M: perchè che ho detto?

C: ha detto membrana

M: ah, no, è stato un lapsus

C: [alla platea] vedete? è stato un lapsus

M: dicevo la pompa sodio-potassio ha lo scopo di mantenere o restaurare il gradiente perchè qualche ione sodio tende ad entrare nella cellula

C: un attimo e da dove entra?

M: dagli stessi canali Leaky, è un evento molto raro

C: mah... quello che mi sta dicendo io non lo so! Però è ragionevole... significherebbe...

M [esasperata dall'ennesima interruzione]: ...sì che una molecola di sodio ogni tanto, per caso, statisticamente, entra attraverso la membrana che pure è impermeabile al sodio e quindi questo alla lunga se non ci fosse un sistema di contrasto porterebbe all'annullamento del potenziale.

C: adesso non esageriamo, non si annulla! La membrana è impermeabile!

M: però si ridurrebbe il potenziale

C: mi sembra una cosa molto ragionevole, l'ha letto da qualche parte o è una congettura sua?

M: l'ha detto il prof. T. a lezione

C: allora è una cosa sicura, T è molto scrupoloso... Peccato però, poteva dire che ci aveva pensato Lei! Poteva mentire!

M: non mi sembrava proprio il caso... quindi la pompa sodio/potassio serve a mantenere il gradiente

C: sì, ma l'impulso nervoso cos'è?

M: quando giunge uno stimolo si aprono i canali del sodio e poichè il sodio è estremamente più concentrato all'esterno che all'interno della cellula questi entrano nel neurone e causano una temporanea inversione di polarità da -70 mV a + 30 mV circa. Dopo l'ingresso del sodio i canali si bloccano e non si aprono più per un certo periodo di tempo, rimangono in uno stato inattivo e questo garantisce la propagazione unidirezionale dell'impulso.

C: si ma questo impulso come si genera?

M: beh, c'è una cellula a monte, un neurone o una cellula sensoriale che costituisce una sinapsi con il neurone a valle e rilascia dei neurotrasmettitori

C: sì, ma all'interno della stessa cellula com'è che si propaga l'impulso?

M: per l'apertura sequenziale dei canali del sodio che percepiscono l'inversione di polarità di membrana e quindi l'ingresso del sodio fa aprire i canali del sodio a porta elettrica.

C: ecco il termine giusto è A PORTA ELETTRICA

M: sì sono canali che percepiscono la temporanea inversione di polarità...

C [interrompendo]: va bene, quindi in ultima analisi, la cosa che quasi nessuno capisce, cos'è che permette la formazione del potenziale di membrana?

M: i canali del potassio....?

C: che come sono??

M: leaky

C: SI'!!!!!!!!! è questa la cosa fondamentale! Non si è capito un accidente per 50 anni finchè non si è scoperto che i canali del potassio perdono! Senza i canali del potassio che perdono saremmo lì ancora adesso a chiederci come funzionano le idee, l'universo, la memoria... eppure lo capiscono in pochissimi... anche i libri di fisiologia spesso sbagliano!
Va bene, allora guardi... mi ero sbagliato? [prende il foglio, lo apre, e lo gira con aria trionfale come i presentatori televisivi con la busta del vincitore], cosa c'è scritto?

M: 30...

C: ...e lode, naturalmente! Vede che anche io ogni tanto mi sbaglio? [afferra una penna e corregge il foglio con foga, poi apre il libretto e scribacchia anche lì, quando alza gli occhi vede M ancora seduta in attesa del libretto] Cosa fa ancora qui? Vuole darmi un bacio?

M: NO! cioè sì, no!

C: guardi che se no ci sto!

M si alza e si gira

C: aspetti un attimo!

M si rigira

C: Lei cosa vuole fare dopo?


M: pensavo qualcosa di inerente alla clinica però in ambito medico tipo neurologia o medicina interna

C: magnifico! Tutte le persone intelligenti al primo anno di medicina vogliono fare neurologia, tutte le persone intelligenti al sesto anno scelgono oncologia.

M sorride con aria ebete e si allontana di nuovo

C: ASPETTI!

M si immobilizza all'istante

C: ma cosa ha preso di vetrini?

M: non lo so, non me l'han detto

C: devo andare a vedere!

C esce dalla porta posteriore

SCENA TERZA
C ed M

C rientra dalla porta posteriore, si avvicina a M e sussurra: per fortuna è andata bene anche di là... sa se no che figura di merda ci facevo??



sipario