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sabato 27 aprile 2013

M'sGttG: BIOCHIMICA CLINICA


Qualcuno potrebbe pensare che io abbia qualcosa contro la biochimica, dedicando 2 dei 5 posti disponibili per gli esami inutili a questa materia.

Chiunque, però, conosca il nostro professore di biochimica clinica non potrà, se non darmi ragione, almeno comprendermi.
Invito tutti gli altri a farsi un giro su flipper e nuvola (flipper.diff.org), un sito che parte dalla domanda "Se così caotica e complessa è davvero la vita, possiamo in maniera ragionevolmente precisa definire le malattie che di questa vita indefinibile e sfuggente sono le alterazioni?"

Partendo da questi presupposti e dal sito, che di tali presupposti (in particolare la caoticità della vita) è rappresentazione, il prof. cerca per sua stessa ammissione "Una regola che permetta di gestire il disordine dei sistemi biologici" senza successo, naturalmente.
Il che significa che si ritrova a parlare a spaesati studenti del terzo anno che di malattie ancora nulla hanno appreso e che di biochimica vera e propria ben poco si ricordano, di come ciò che apprenderanno negli anni futuri non funzioni nella vita reale (spesso vero) e di come un approccio creativo e biochimico al problema possa portare a delle soluzioni sensate (invariabilmente falso)

Così il povero studente si trova a districarsi tra la prova provata che la coca cola causi l'osteoporosi, l'ipotesi che il cioccolato riduca il rischio cardiovascolare e le improbabili associazioni tra l'epilessia e il comportamento sessuale.
Ne esce con un miliardo di idee confuse e l'impressione generale che la carenza di ferro sia il problema di salute principale dei nostri giorni e che se solo si potessero iniettare citocromi e potenziare catene respiratorie tutte le malattie si estinguerebbero (lasciandoci disoccupati).

Insomma nell'approccio a un personaggio del genere o rimani folgorato e pensi che sia un genio e diventi suo seguace oppure no.
In entrambi i casi la conoscenza più spendibile che questo corso offre nella vita professionale è "esistono ogni tanto degli strani individui che sostengono brillantemente teorie altrettanto balzane in maniera scientifica o pseudo-scientifica ed è molto difficile, in questi casi, convincere i pazienti ad avere fiducia nella medicina tradizionale".

venerdì 12 aprile 2013

M'sGttG: BIOCHIMICA


E' solo rispondendo alle domande dell'esame di Stato che mi rendo conto di quanto a fondo si possa dimenticare una materia come biochimica, studiata con grande ardore e dedizione nell'innocenza ed entusiasmo del primo anno.

L'inutilità della materia sta nel fatto che per anni non mi sono accorta di non ricordare più nulla... e con nulla si intende che ho vagamente presente che la molecola di glucosio è un esagono con un OH da qualche parte, mentre quella del fruttosio è un pentagono. Che il colesterolo ha un tot di esagoni sovrapposti e che l'Eme è una graziosa fantasia per le piastrelle. Quanto alla funzione di tutto ciò ne so quello che ho sentito alla televisione, o che ho studiato in altri esami. Però so dire ciclopentanoperidrofenantrene.

Sia chiaro, sto parlando della "mia" biochimica, cioè così come l'ho studiata con i professori che mi sono ritrovata, ormai 7 anni fa. E' possibile (e me lo auguro per tutte le prossime generazioni di medici) che qualcosa sia cambiato in meglio e che lo studio della biochimica sia diventato un po' più sensato. Insomma che delle diecimila nozioni che apprendi ti restino a distanza di anni quelle quattro vagamente utili. Anche se tutto sommato se ho dimenticato quello che ho dimenticato è perchè in questi sei anni non mi è mai servito saperlo, se no l'avrei almeno cercato sul libro.

La "mia" prof. di Biochimica era una graziosa anziana signora, deditissima al suo lavoro e competentissima (magari fossero tutti così), ma un pelo fissata col farti imparare tutto alla perfezione.
Arrivava al mattino, prendeva il gesso e il microfono e dal primo all'ultimo minuto delle due ore di lezione riempiva  ininterrottamente i cinque metri di lavagna con un susseguirsi infinito di reazioni, alla velocità concessale della sua pluridecennale esperienza condendo il tutto con qualche commento biascicato qua e là.

Il compito di ogni studente era quello di decifrare la voce dell'oltretomba per decrittare nomi incomprensibili (tipo glucosil-kfschh$"£%&%$-deidrogenasi) e annotarli diligentemente sul quaderno assieme alle formule di molecole organiche enormi scribacchiate alla lavagna, senza sbagliare nemmeno un doppio legame che se no poi lo studi così e vaglielo a spiegare all'esame che hai copiato male.

I 5 metri di lavagna, poi, mica le bastavano alla prof. Finito da un capo ricominciava dall'altro, ma per non cancellare tutto (e permettere a chi restava indietro di continuare a scrivere) eliminava col cancellino sporco di gesso solo un pezzo di reazione alla volta, magari lasciando le frecce, sicchè dopo due minuti la formula appena scritta era indistinguibile dalla reazione precedente. Tutto fuso in un gigantesco serpentone senza testa nè coda, l'eterno circolo della biochimica metabolica.

Scemi voi che tentavate di prendere appunti invece di seguire e basta, mi dirà qualcuno... tanto ci sono i libri! E qui casca il proverbiale asino... la biochimica della nostra prof. era un concentrato di vecchia biochimica di 50 anni fa e scoperte avanzatissime effettuate nei laboratori dell'università e ancora da pubblicare. Insomma quello che diceva e scriveva non lo trovavi su nessun libro, o lo trovavi con una tale fatica ed era così diverso da come lo voleva all'esame che si faceva prima a copiare dalla lavagna. O a morire nel tentativo.

E se qualcun altro se lo sta chiedendo no, l'iphone non c'era, fotografare era escluso.

Dopo mesi e mesi di questa tortura quotidiana arrivò l'esame, preceduto, ovviamente, da leggende spaventose e deprimenti statistiche sulla percentuale dei bocciati.
La prova era così costituita: dodici (12!!) domande su tutto il programma svolto nell'anno, a cui rispondere per iscritto in due ore. Nessuna domanda "teorica" sul ruolo di questa o quella via metabolica nell'uomo: solo reazioni.
Reazioni lunghissime con molecole enormi per una media di 10 minuti a domanda. Dimentico qualcosa? Ah sì, i cofattori. Se una domanda era sul ciclo di Krebs e in una reazione si trova il FAD come coenzima, allora dovevi disegnare anche il FAD. Ti era concesso, per non confonderti, disegnarlo al fondo del compito e non in mezzo alla reazione (che poi è una molecola enorme e avrebbe reso tutto disordinato).
Se sbagliavi un doppio legame o un idrogeno in qualsiasi punto del compito ti toglieva un voto (un voto per idrogeno si intende!), se dimenticavi un pezzo di reazione ti toglieva diversi voti, se saltavi una domanda ti bocciava.

un classico pomeriggio di studio di biochimica metabolica
Poi, per carità, l'esame l'abbiamo passato tutti... anche se i due mesi passati con pile di fogli a disegnare come una pazza miliardi di molecole in reazioni complicatissime sono stati tra i peggiori della mia carriera universitaria.

Quello che mi chiedo a posteriori è: "A che accidenti è servito?".
A parte imparare a dire ciclopentanoperidrofenantrene, che a cena con sconosciuti, quando non sai cosa dire, fa sempre la sua porca figura.

La mia convinzione resta che approfondire troppo cose iper-specialistiche si risolve alla fine nel non ricordare nemmeno quelle più basilari e che forse sarebbe ora di liberarsi della struttura didattica degli anni '50 e organizzare finalmente un corso di laurea veramente professionalizzante.

lunedì 8 aprile 2013

Michelachiarlo's Guide to the Galaxy


Chi ha letto Guida Galattica per Autostoppisti (The Hitchhiker's guide to the Galaxy) avrà riconosciuto il motto, per tutti gli altri che hanno una vita e non la sprecano coi romanzi di fantascienza nonsense ecco due righe al riguardo: 

La Guida galattica per autostoppisti è un libro decisamente notevole, forse il più notevole, sicuramente quello di maggiore successo, mai pubblicato dalle grandi case editrici dell'Orsa Minore. Più popolare del "Manuale di economia domestica celeste", più venduto di "Altre 53 cose da fare a gravità zero" e più discusso della trilogia di bestseller filosofici di Oolon Colluphyd "Dove ha sbagliato Dio", "Ancora alcuni tra i più grandi sbagli di Dio" e "Chi è questo Dio, in fin dei conti?". La Guida ha già soppiantato la grande Enciclopedia galattica, come l'indiscussa depositaria di tutta la conoscenza e la saggezza, per due importanti ragioni. Primo, costa un po' meno; secondo, reca la scritta, DON'T PANIC, niente panico, in grandi e rassicuranti caratteri sulla copertina.
Douglas Adams, Guida Galattica per Autostoppisti, Mondadori 

Bene. Ora che me la sono tirata da nerd vi spiego le ragioni di questo post.
E' un po' che mi frulla in testa l'idea di fare qualcosa di tutta l'esperienza accumulata in sei anni di Università.
Sarà perchè mi piace leggere le vite universitarie altrui, soprattutto in ambito medico e quindi penso possa piacere anche agli altri (per questo ho aggiunto il blogroll nella barra laterale). Sarà perchè la voglia di dire quello che penso di certi corsi ce l'ho sempre avuta, ma ora ho pure una laurea e posso (quasi) parlare liberamente.

Insomma ho messo in cantiere questo folle progetto. L'ho chiamato, per simmetria col libro di Douglas Adams Michelachiarlo's Guide to the Galaxy (d'ora in poi per brevità M'sGttG). Per chi conosce l'originale la troverete altrettanto discontinua e nonsense.

Non aspettatevi recensioni dei corsi, non aspettatevi consigli su come e cosa studiare, non aspettatevi nomi e cognomi.
Solo qualche elenco e quello che mi va di scrivere, opinioni personali e senza nessuna pretesa di giudizio assoluto. Le impressioni di un vecchio scalatore che si gira indietro dalla cima della montagna e crede di aver fatto tanta strada, ma sa già che appena più in là c'è una vetta più alta che lo aspetta.

Detto questo, possiamo incominciare.

nota al lettore: questo post sarà aggiornato di volta in volta con i link alle "recensioni", all'inizio assumerà quindi un aspetto incompleto. Se avrò la costanza di aggiornarlo, però, alla fine sarà l'indice della guida.
Gli esami in elenco saranno ordinati per anno, un modo come un altro per non dover decretare un vincitore della categoria.

I 5 ESAMI PROFESSIONALMENTE PIU' INUTILI
primo anno: BIOCHIMICA
terzo anno: BIOCHIMICA CLINICA